Un metodo di intervento

educativo e/o terapeutico



Med dà al movimento la possibilità di tornare ad essere, come nei bambini, una via di conoscenza, un gioco sapiente che libera la nostra arte, educandola prima ancora che nella mente, nelle nostre articolazione, nei nostri muscoli e sulla nostra pelle per sostenere uno sviluppo e un cambiamento radicato nella nostra natura.


Dato il rapporto che è possibile attivare nell'arte del movimento tra il DATO OGGETTIVO/TECNICO e IL DATO SOGGETTIVO/PERSONALE, il Med gioca la possibilità del loro reciproco confronto e influenzamento, anche quando opera in contesti socio-educativi e terapeutico-riabilitativi.


L’approccio dell’ OPER-ATTORE Med tiene insieme in una sintesi armonica i punti di vista delle seguenti tre figure professionali: il tecnico, l’educatore e il terapeuta. Ciò è possibile perché queste differenti prospettive vengono prima integrate con coerenza evolutiva e dinamica nel modello teorico e poi trasposte nella struttura delle pratiche. In questo modo, l’oper-attore Med, pur potendo non essere uno specialista in nessuna delle tre diverse aree del sapere prese in considerazione, può intervenire nel rispetto di quelle nozioni elaborate da ciascun campo utili al raggiungimento dei suoi scopi nei setting che più gli competono.


Le Pratiche Med riattualizzano tecniche di movimento, di danza e di teatro senza rinunciare alle nozioni base della posturologia, della pedagogia e della psicologia, poste in costante dialogo con i canoni estetici delle arti performative e con le regole di corretta funzionalità del corpo dinamico.


L’obiettivo è una sollecitazione bilanciata delle seguenti sfere:


1) FISICA: flussi di tensione, respirazione, postura, coordinazione, 

    resistenza, equilibrio;

2) INTELLETTIVA: confronto tra i concetti, interpretazione ragionata di

    eventi, giudizio;

3) PSICHICA: impulsi, stati emotivi, flussi ideativi, spinte motivazionali.


Il presupposto è che l’eccessiva divaricazione, come anche il rigido procedere parallelo, tra il movimento e la parola, la vita conscia e inconscia, l’attività fisica e mentale e non di meno, tra l’identità personale e l’identità scenica, conduca ad un impoverimento dell’attività creativa e delle capacità comunicative, con il rischio di costituire un fattore di squilibrio e di fragilità della SALUTE PSICOFISICA.


All’interno di un contesto educativo e/o terapeutico, l’approccio Med apporta il suo sapere riguardo i processi della COMUNICAZIONE. Il suo primo obiettivo è quello di rinnovare quei modelli espressivi e relazionali che non rappresentano più la persona come dovrebbero, perché sono divenuti automatici e ripetitivi, cioè inadeguati rispetto alla loro funzione ultima, che per noi è fondamentalmente comunicativa e trasformativa. Tali modelli risultano privi di efficacia, senso e forza espressiva, come può accadere sia all’artista sulla scena che a noi tutti nella vita quotidiana, nella dimensione privata di una relazione di coppia come in quella pubblica e lavorativa.


Nella metodologia Med L’EFFICACIA della comunicazione è raggiunta attraverso:


un certo grado di chiarezza, rendendo comprensibili i passaggi che la  determinano;

un certo grado di autenticità, rendendo percepibile la presenza dell’identità personale al di sotto di quella più specificatamente sociale, pubblica o scenica;

un certo grado di trasparenza, rendendo disponibili all’altro almeno parte dei propri contenuti simbolici ed immaginativi.


Med è un METODO DINAMICO perché le sue tecniche trattano il corpo in movimento come qualcosa che è in grado di prendere forma nel tempo e nello spazio, mettere in moto e rendere visibili i processi intrapsichici dell’individuo e i prodotti delle sue interazioni, in continua transazione tra dato oggettivo e dato soggettivo, dato individuale e dato sociale, ma soprattutto perché il corpo è per noi qualcosa che, come suggerisce U.Eco1, produce semiosi, ovvero segni vivi che vogliono dirci e dire qualcosa.


E’ all’efficacia, alla bellezza e alla tensione comunicativa di questi segni che l’operattore Med si rivolge, ponendo attenzione a quegli atti fisici e verbali riusciti ed adattivi, ai pensieri consci e a quelle caratteristiche di personalità che meglio possono sostenere l’intenzionalità e il coinvolgimento del praticante, perché quest'ultimo possa percepirsi e strutturarsi non solo come UN SOGGETTO ATTIVO, ma anche come UN SOGGETTO  PARTECIPANTE all’interno di una comunità artistica ed umana.


Per questa ragione LA PRATICA D’INTERVENTO elaborata, valorizza il linguaggio corporeo e verbale, dapprima nella sua dimensione sociale, prevedendo di costruire un modo di sentire, agire e ragionare comune per aprirsi, poi, a una dimensione individuale, nella quale ciascun praticante possa trovare un modo d’essere, agire e ragionare del tutto unico e originale.


In questo duplice aspetto riconosciamo la miglior vocazione educativa-terapeutica del Med.


Nel Med il soggetto dell’esperienza “accede” al linguaggio corporeo apprendendone i principi base e ripercorre IL SIGNIFICATO EVOLUTIVO dell’atto motorio-espressivo, così che “si (ri)costituisce” al suo interno, trovando i segni della crescita e del cambiamento nello sviluppo e nella definizione delle sue capacità di raccontarsi e rendersi visibile e comprensibile all’altro.








U.Eco (2002), Kant e l’ornitorinco, Bompiani