Nel S6M  il movimento viene esplorato in due modi diversi: per essere e per conoscere.


Nei Movimenti per ESSERE


il movimento svolge prevalentemente una FUNZIONE REGOLATRICE dell’organismo, insegnando al praticante a gestire e a modulare la propria energia. Il risultato è il raggiungimento di un buon equilibrio psicofisico e un ampliamento della coscienza, attraverso l’acquisizione di abilità motorie fondamentali e l’evoluzione di quelle posizioni psicologiche e di quegli stati del corpo che caratterizzano le prime tappe dello sviluppo naturale del bambino. Questa area rappresenta quella dimensione espressiva più vicina alla nostra personale fisiologia, attraverso cui possiamo entrare in contatto con le dinamiche del SOMA e con le caratteristiche psicomotorie personali per strutturare, a partire da queste, un più evoluto e integrato senso del sé e dell’identità.


Nei Movimenti per CONOSCERE


il movimento svolge maggiormente una FUNZIONE INTERROGATRICE di quello che ora è, a tutti gli effetti, un organismo-persona capace di relazionarsi con consapevolezza alla dimensione sociale nella quale si situa la sua azione. Il praticante acquista la consapevolezza che il proprio corpo ha un proprietario con una volontà e percepisce con forza l’esistenza di un punto di vista - il suo - attraverso cui può interpretare quanto gli accade. In questa fase, l’autoreferenzialità, considerata struttura fondamentale dell’io, acquista il suo pieno potere evolutivo, divenendo elemento chiave nell’elaborazione di complesse pratiche d’ascolto che aprono il praticante all’ALTRO e al cambiamento.


Il passaggio da essere-nel-movimento a conoscere-nel-movimento è UN SALTO QUALITATIVO importante che si evidenzia, come ci indica Damasio¹, nel momento in cui acquistiamo “il semplice potere di raccontare una storia senza parole che si svolge entro i confini del nostro corpo”.


Nello specifico del metodo Med, tale salto evolutivo avviene nel passaggio dal Movimento Esplorattivo al Movimento Costruttivo, fase che impegna il praticante a tradurre le spinte psicomotorie in vere e proprie FORME GRAFOMOTORIE del corpo. In questo delicato passaggio, noi identifichiamo l’origine della danza, del teatro e del linguaggio in genere, nonché un momento chiave della tecnica Med per la transizione dai processi di improvvisazione a quelli di composizione.


Il S6M riattiva il metabolismo fisico e psichico che caratterizza l’essere umano attraverso un LAVORO POSTURALE, che opera prevalentemente su forme cristallizzate in quanto esse assicurano riposo e stabilità, e un LAVORO DINAMICO, che pone attenzione agli stati transitori in quanto sono quest’ultimi che permettono il cambiamento e la regolazione sensibile dei livelli di attivazione indispensabili all’azione in cui l’individuo è coinvolto.


Il S6M rende le strutture fisiche e psichiche dell’individuo, allo stesso tempo, fluide e coese, sviluppando nel praticante, grazie a queste qualità, un profondo senso di coerenza interna e auto-efficacia ponendo le basi per quelle strategie cognitive più complesse che aiutano a fronteggiare situazioni nuove e impreviste in contesti spesso mutevoli come quelli che caratterizzano il nostro vivere quotidiano.


Al centro del sistema teorico-metodologico del Med viene posto il concetto di OMEOSTASI che, in generale, indica la presenza di meccanismi autoregolatori, che mantengono gli organismi in una condizione stabile nonostante il variare di numerosi fattori.


In fisiologia, lo ricordiamo, non esiste L’EQUILIBRIO statico; l’unica forma di equilibrio possibile è quella dinamica in cui si hanno continue modificazioni interne ed esterne per adattarsi alle varie situazioni, cioè alle forze cui il corpo e la psiche, sono continuamente sottoposti. Il concetto di equilibrio, se da una parte sottolinea l’importanza dell’idea di movimento e trasformazione, dall’altra, evidenzia la fondamentale necessità di saper sempre conservare, all’interno di questo dinamismo, un determinato ASSETTO che sostanzi quell’idea di continua ricerca di stabilità che il flusso vitale produce nell’individuo.


Seguendo questa prospettiva, l’obiettivo basilare del Med diviene quello di PORRE IN FISIOLOGIA il sistema psicofisico e, in stretta relazione a questo, anche il sistema psicosociale del praticante tramite un lavoro che si indirizza alla regolazione della tensione fisica e comunicativa che sempre è presente nella sua azione. Imparare a modulare questa tensione, renderla flessibile e dinamica, nel rispetto delle modalità soggettive di risposta e reazione, costituisce per noi LO STRUMENTO CHIAVE per conseguire l’equilibrio e l’efficacia dei processi creativi presenti nella vita dell’organismo e nell’esistenza delle persone.


In definitiva si attua, anche se attraverso procedimenti differenti, un processo analogo a quello che compie l’osteopata quando tratta il corpo del paziente per ridare movimento a quelle strutture che l’hanno perso affinché la persona possa elaborare spontaneamente il suo miglior assetto posturale; la differenza è che nel nostro caso parliamo di ASSETTO PSICOFISICO e PSICOSOCIALE


IL GIROSCOPIO, che costituisce la scelta del nostro logo, esemplifica chiaramente le PRINCIPALI FUNZIONI del S6M: da una parte, costituirsi come uno strumento-guida dell’esplorazione fisica e sociale, lasciando alla persona piena libertà di movimento e di incontro con le differenti situazioni; dall’altra, assicurare al praticante la possibilità di mantenere il proprio orientamento ed equilibrio, attraverso la padronanza e la consapevolezza del modificarsi della tensione fisica e dell’intenzionalità comunicativa nello spazio del corpo, della relazione e del sistema tecnico adottato.



Il Sistema dei 6 Movimenti



Il Sistema dei 6 Movimenti amplia le facoltà espressive e comunicative, le capacità di variazione e scelta ponendo l’individuo nel suo stato naturale di continua “transazione”, ma soprattutto, ridà, al corpo e alla persona, la possibilità di tornare sempre nella sua “costanza” ovvero nella sua biologia, nella sua fisica, nella sua psicologia, in altre parole, nella sua più personale psicofisiologia.


IL SISTEMA DEI 6 MOVIMENTI (S6M) è ciò che più identifica il metodo Med, in quanto costituisce il suo modello teorico-metodologico di riferimento. I sei Movimenti (indicati in questo caso con la lettera maiuscola) non identificano né un gesto specifico, né una determinata sequenza di gesti, piuttosto essi vanno visti come differenti stili comunicativi, sistemi complessi di pensiero-azione che si strutturano secondo specifiche priorità. E’ attraverso quest’ultime che l’individuo può riconoscere facilmente il suo stato fisico e mentale, autoregolare l’energia, focalizzare la spinta che motiva l’azione, riconoscere la qualità e la direzione dell’intenzione ad essa collegata e le sue conseguenze, modulare la motivazione ed il suo rapporto con la dimensione sociale.


Una prima rappresentazione del Sistema è la seguente, in essa possiamo vedere il nome che abbiamo dato a ciascuno dei 6 Movimenti:



Metodologia     
Il Sistema dei 6M
Le pratiche

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Metodologia     
Il Sistema dei 6M
Le pratiche

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Metodologia     
Il Sistema dei 6M
Le pratiche

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Metodologia     
Il Sistema dei 6M
Le pratiche

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Metodologia     
Il Sistema dei 6M
Le pratiche

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Il S6M risulta, quindi, un sistema altamente dinamico costituito da un continuo bilanciamento degli stati espressivi e da una sensibile modulazione delle strategie comunicative, due processi basati entrambi sulla capacità di ARTICOLARE tra loro dimensioni psichiche, tecniche e sociali.


Tale abilità viene acquisita attraverso le Pratiche Med, pensate per offrire un percorso che accompagni, in una modalità evolutiva particolarmente chiara, alla piena maturazione delle proprie abilità e competenze.








1 A.Damasio (2000) “Emozione e Coscienza” Ed.Adelphi  (pag 47)