Un approccio all’insegnamento del teatro e della danza



Med è una psicopedagogia dell’attore in movimento: un modo nuovo di “messa in forma” e “risignificazione” cognitiva ed emotiva del gesto e del pensiero, che armonizza ed accresce le risorse fisiche e mentali della persona e dell’attore lavorando sull’articolazione tra aspetti individuali e aspetti tecnici.


Med è un valido approccio all’insegnamento del teatro e della danza, che pone attenzione alle CARATTERISTICHE PSICOLOGICHE del praticante in maniera strettamente connessa al suo linguaggio corporeo e alla tecnica espressiva, per utilizzarle in funzione della creazione artistica e dell’elaborazione di un personale stile performativo.


Med potrebbe essere descritto, più specificatamente, come un percorso che permette di trovare con rigore metodologico LE COMPONENTI UMANE del dato tecnico e dell’azione produttiva che tanta parte occupano nell’arte vissuta con intento professionale.


La nostra metodologia traduce a livello operativo la consapevolezza che sarebbe eticamente scorretto e funzionalmente controproducente non tenere conto che sotto la figura dell’ARTISTA vi è sempre una persona con le sue esigenze, le sue tendenze e le sue specifiche modalità espressivo- comunicative. In questo contesto, perdere di vista la PERSONA, soprattutto quando  giovane e/o in via di formazione, significa rischiare di disconnettere l’artista dal suo più autentico Sé privandolo di un fondamentale sostegno alla creatività e al benessere.


Le Pratiche Med costituiscono un approccio valido all’insegnamento della DANZA e del TEATRO grazie alla loro capacità di porre costantemente in dialogo la prestazione tecnica, la persona e i suoi processi psicologici: esse insegnano al praticante a lavorare costantemente nell’interfaccia tra i suoi bisogni e aspetti personali e le risorse e richieste che vengono dall’esterno sviluppando chiari meccanismi di autoregolazione energetica e di modulazione della motivazione.


Le Pratiche Med sono particolarmente efficaci nello sviluppare quella tensione alla ricerca e quelle strategie d’ordine cognitivo che si rivelano fondamentali nelle tecniche di IMPROVVISAZIONE E COMPOSIZIONE della danza e del teatro.


L’allenamento proposto facilita l’apprendimento dei linguaggi sofisticati del corpo, dalle forme più libere e spontanee a quelle formalizzate e maggiormente codificate, di cui costituisce un’ottima INTEGRAZIONE o PROPEDEUTICA, per una serie di ragioni:


il training segue la genesi del segno corporeo dal punto di vista della sua evoluzione fisica, emotiva e cognitiva;


il training ricerca la connessione tra la dimensione del segno e  quella  del racconto in una logica di ricomposizione;


il training permette di lavorare in modo operativamente distinto con: un soggetto-in-azione, una persona-in-relazione e un individuo-in-situazione;


il training valorizza la prestazione e la buona forma nella ricerca di un’efficacia e di una estetica del gesto che scaturisca dal dialogo tra le richieste della tecnica e le esigenze della persona;


man mano che la complessità tecnica, psicologica ed estetica aumenta per l’accresciuta complessità linguistica degli stadi di lavoro, il training continua a ricondurre le forme espressive e comunicative del praticante alla semplicità di quelle originarie, in virtù della connessione esistente tra l’atto fisico o verbale e l’impulso interiore che sempre, in ultima  analisi, ne è all’origine. Tale connessione è per noi fondamentale per la vitalità dell’artista e per l’umanità nelle arti.


La ragione per cui pensiamo sia adeguato descrivere il Med come una tecnica per lo sviluppo del MOVIMENTO UMANO risiede nel fatto che il percorso pratico propone di valorizzare da una parte la dimensione spontanea, istintiva e pulsionale del corpo, che vede nel movimento l’elemento vitale e costitutivo di tutti gli esseri viventi; dall’altra, la dimensione culturale, quella più specificatamente umana, che gradualmente si distacca dall’immediatezza del fisiologico per accedere alle forme più complesse ed organizzate dell’energia, dell’espressione corporea e verbale e, quindi, del linguaggio in genere.


Il Med propone con il suo approccio una cultura dell’INDIPENDENZA DALLA TECNICA: ciò significa che nel nostro lavoro il dato tecnico è fondamentale punto di riferimento ma esso deve essere sensibile al cambiamento. Il Med è strutturato in modo da permettere autonomia al praticante in una forma che al contempo gli consente di mantenere una coerenza rispetto alle finalità del sistema tecnico nel suo complesso.


Il metodo Med ha come centro di interesse IL LINGUAGGIO DEL CORPO, L’ARTE DEL MOVIMENTO E L’EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE, ecco perché nel training che proponiamo è possibile incontrare esercizi ed esperienze simili ad altri approcci, ma gli stessi esercizi eseguiti secondo i principi suggeriti dalla metodologia Med ottengono effetti e risultati notevolmente differenti confermando il pensiero di C.Kaneklin¹ quando afferma che “l’efficacia della conoscenza non è indipendente dalle modalità della sua emersione”.


Il metodo Med offre agli INSEGNANTI DI DANZA E TEATRO la possibilità di apprendere nuove pratiche e nello stesso tempo di rivedere tecniche note, dotandole di un significato rinnovato e di nuove possibilità di sviluppo ed applicazione, costituendosi, in tal senso, come un utile aggiornamento che entra in dialogo con i valori ed i metodo personali di ciascun docente.


L’approccio Med sostiene UNA VISIONE DELLA CONOSCENZA NELL’ARTE non come cosa da passare ma come processo da co-costruire che ha come principale risorsa a sua disposizione l’intersoggettività e la differenza. L’operattore Med apporta la sua metodologia, i suoi riferimenti tecnici e teorici, le sue ipotesi di lavoro e il praticante interviene con le sue idee sull’esperienza vissuta e agita; questa è la precondizione necessaria per lo sviluppo di una tecnica realmente evolutiva e quindi in ultima analisi anche emancipatoria.


L’approccio Med permette LA RICERCA NEL MOVIMENTO elaborando esperienze organizzate nelle quali è possibile produrre cambiamenti controllati e intenzionali dell’azione. In questo modo sviluppa UNA COMPETENZA SPECIFICA che riguarda la capacità di promuovere trasformazioni con la consapevolezza delle loro conseguenze a livello tecnico-espressivo e psicologico-personale.

Questo fa si che l’interesse del Med sia essenzialmente rivolto agli aspetti qualitativi del movimento.


Lo scopo finale è poter sviluppare uno STILE PERFORMATIVO che sia tecnicamente elevato, espressivamente di valore e umanamente sensibile, conducendo a quella sintesi bilanciata che concretizza il concetto di eticità nell’insegnamento delle arti.


In questo caso l’efficacia del gesto espressivo che l’insegnante persegue insieme all’allievo favorisce contemporaneamente lo sviluppo della tecnica e l’evoluzione della personalità con un chiaro intento di PROMOZIONE ALLA SALUTE.








1 Intervento di C.Kaneklin all’interno della rivista “Psicologia di Comunità” n2-2008 Ed.FrancoAngeli (pag.40)